Benvenuti, godano questo blog che è fatto affinché tutti voi vedano il gran artista che è Tiépolo. Alcuni opere, e come si riferì con la storia.
miércoles, 5 de octubre de 2011
miércoles, 31 de agosto de 2011
CARATTERISTICHE DELLE SUE OPERE
La composizione nelle sue pitture si presenta come quadri di apparizioni, visioni celestiali e temi di martirio. Quest'opera ha un dramatismo notevole, con linea fluida ed elegante.

CHI È QUESTO FAMOSO PITTORE?
Giambattista Tièpolo. - Pittore (Venezia 1696 - Madrid 1770)
Giovanni Battista Tièpolo è uno dei massimi esponenti del rococò e l’ultimo grande protagonista della decorazione monumentale in Europa. Oltre ad essere un grandissimo artista decoratore, Tiepolo è stato un abile disegnatore ed incisore il cui e riuscito a sviluppare una versione personale del rococò attraverso la ricerca di luminosità atmosferica e di un nuovo rapporto tra forma, luce e colore.
Tièpolo nacque a Venezia il 5 marzo del 1696. La sua formazione artistica comincia nel 1710 nella bottega di Gregorio Lazzarini, un pittore eclettico. Poco tempo dopo Tiepolo si interessa nella pittura contrastata e “tenebrosa” e nello stile espressivo e drammatico di Federico Bencovich e Giovanni Battista Piazzetta. Nel 1717 risale la prima menzione dell'artista nella Fraglia dei pittori veneziani, e nel 1719 Tiepolo si sposa, in rito segreto, con Maria Cecilia Guardi, da cui avrà dieci figli.
Tra il 1719 e il 1720 lavora nel salone del primo piano della villa Baglioni, il quale viene completamente rivestito dagli affreschi, sfondando illusionisticamente le pareti, creando così uno spazio infinito. In questo momento comincia la collaborazione con il pittore di quadrature Gerolamo Mengozzi, che dipingerà con Tièpolo negli anni successivi. L’ultimo esempio delle sue opere tenebrose è il Sacrificio di Isacco dipinto nel 1724. Dopo la realizazione di quest’opera, il suo stile fa un giro verso colori brillanti dai toni chiari immersi in una luminosità solare, questo derivato dalla riscoperta dell'opera di Paolo Veronese.
Tra il 1724 e il 1725 lavora alla decorazione di Palazzo Sandi, dove dipinge sul soffitto del salone il Trionfo dell'eloquenza, la quale ha al centro le figure di Minerva e Mercurio mentre sul cornicione quattro episodi mitologici. Questo schema con poche figure al centro e molte accalcate ai lati sarà tipico di tutta la sua successiva produzione. Tra il 1726 e il 1728, Tiepolo rimane ad Udine per la realizzazione degli affreschi del Palazzo vescovile e della Cattedrale. La decorazione di questo palazzo è caratterizzata dall'uso di colori chiari e trasparenti, permeati di luce, e da composizioni spaziali aperte monumentali.
Dal 1750 fino al 1753, Tiepolo si reca a Wurzburg per la realizzazione degli affreschi per la residenza di Carlo Filippo di Greiffenklau, il cui è considerato il capolavoro assoluto del pittore.
Nel 1753 torna a Venezia dove fa diversi incariche, ma nel 1762 il pittore si trasferì infatti a Madrid per affrescare le sale del nuovo Palazzo Reale. Dopo aver finito questo lavoro, il pittore rimase in Spagna dove muore nel 1770.
Giovanni Battista Tièpolo è uno dei massimi esponenti del rococò e l’ultimo grande protagonista della decorazione monumentale in Europa. Oltre ad essere un grandissimo artista decoratore, Tiepolo è stato un abile disegnatore ed incisore il cui e riuscito a sviluppare una versione personale del rococò attraverso la ricerca di luminosità atmosferica e di un nuovo rapporto tra forma, luce e colore.
Tièpolo nacque a Venezia il 5 marzo del 1696. La sua formazione artistica comincia nel 1710 nella bottega di Gregorio Lazzarini, un pittore eclettico. Poco tempo dopo Tiepolo si interessa nella pittura contrastata e “tenebrosa” e nello stile espressivo e drammatico di Federico Bencovich e Giovanni Battista Piazzetta. Nel 1717 risale la prima menzione dell'artista nella Fraglia dei pittori veneziani, e nel 1719 Tiepolo si sposa, in rito segreto, con Maria Cecilia Guardi, da cui avrà dieci figli.
Tra il 1719 e il 1720 lavora nel salone del primo piano della villa Baglioni, il quale viene completamente rivestito dagli affreschi, sfondando illusionisticamente le pareti, creando così uno spazio infinito. In questo momento comincia la collaborazione con il pittore di quadrature Gerolamo Mengozzi, che dipingerà con Tièpolo negli anni successivi. L’ultimo esempio delle sue opere tenebrose è il Sacrificio di Isacco dipinto nel 1724. Dopo la realizazione di quest’opera, il suo stile fa un giro verso colori brillanti dai toni chiari immersi in una luminosità solare, questo derivato dalla riscoperta dell'opera di Paolo Veronese.
Tra il 1724 e il 1725 lavora alla decorazione di Palazzo Sandi, dove dipinge sul soffitto del salone il Trionfo dell'eloquenza, la quale ha al centro le figure di Minerva e Mercurio mentre sul cornicione quattro episodi mitologici. Questo schema con poche figure al centro e molte accalcate ai lati sarà tipico di tutta la sua successiva produzione. Tra il 1726 e il 1728, Tiepolo rimane ad Udine per la realizzazione degli affreschi del Palazzo vescovile e della Cattedrale. La decorazione di questo palazzo è caratterizzata dall'uso di colori chiari e trasparenti, permeati di luce, e da composizioni spaziali aperte monumentali.
Dal 1750 fino al 1753, Tiepolo si reca a Wurzburg per la realizzazione degli affreschi per la residenza di Carlo Filippo di Greiffenklau, il cui è considerato il capolavoro assoluto del pittore.
Nel 1753 torna a Venezia dove fa diversi incariche, ma nel 1762 il pittore si trasferì infatti a Madrid per affrescare le sale del nuovo Palazzo Reale. Dopo aver finito questo lavoro, il pittore rimase in Spagna dove muore nel 1770.
TIÈPOLO NELLA STORIA DEL ROCOCÒ
Questo famoso artista è riuscito a penetrare nella storia delle chiese della sua città natale Venezia, essendo parte delle pareti e soffitti di questi; nel Wurzburg (Germania) decorando il Palazzo di Carlos Felipe di Greiffenclau; ed nella Spagna, dove è invitato da Carlos III a decorare il Palazzo Reale di Madrid.
Ha influenza anche su Goya, dovuto all'uso della tecnica di illuminazione in zone precise della pittura. Questi colori chiari e luce più intensa risaltano le idee di purezza o divinità e le espressioni.
Principalmente si caratterizza per utilizzare temi biblici, ed in questi l'uso di fondi architettonici allo stile di Paolo Veronese; un morbito colorito. Sfrutta anche di mettere in queste fondi parti del paesaggio della Venezia.
IL ROCOCÒ COME MOVIMENTO
Il Rococò è stato un movimento artistico che si è sviluppato in Francia sotto il regno di Luigi XV nella prima meta del settecento come evoluzione del tardo-barocco. Questo stile ama le curve naturali e si specializza nelle arti decorative. È stato caratterizzato dalla sua delicatezza, grazia, eleganza, gioiosità e luminosità che si poneva in netto contrasto con la pesantezza e i colori più forti adottati dal precedente periodo barocco. Il motivo del Rococò è rappresentare attraverso l’arte la vita della aristocrazia, libera di preocupazioni con colori vivaci, scene chiare, immagini di gioiosa allegria e vitalità... Con la pittura Rococò nasce la pittura degli attimi fuggenti. Una pittura che vuole comunicare emozioni e sensazioni. In genere queste sensazioni sono sempre di tipo mondano: sono le sensazioni che vivono chi fa la dolce vita degli aristocratici.
Si tende a confondere barocco e Rococò per l’identico atteggiamento di privilegiare una decorazione eccessiva e ridondante per abbellire, ma le differenze sono notevoli tanto nel campo economico e sociale come nell’ambito della religione. Mentre nel secolo XVIII la chiesa aveva una peso importante sulla vita e sul pensiero del tempo, il secolo sucessivo in cui si sviluppa il rococo è decisamente un secolo più laico, e quindi, l’arte si appresta a divenire più laica. Con ciò gli artisti riescono ad aprirsi a nuovi strati sociali e a nuovi committenti che favorirono il diffondersi dell’arte in più ampi settori della società.
Il Rococò venne considerato negativamente per tutto l'Ottocento ma oggi è considerato un movimento assolutamente indipendente e una naturale fase di conclusione del barocco classico.
domingo, 28 de agosto de 2011
ABRAMO ED I TRE ANGELI
Si ignora la chiesa per la quale fu dipinta questa famosa opera, scritta verso 1770 con la tecnica di olio su tela e misurando 196cm x 151 cm per Giambattista Tiépolo.La storia dice che Abramo e Sara, non potevano avere figli perché lei era sterile. Allora Dio invia a tre angeli. Il matrimonio li accoglie loro come pellegrini che si erano avvicinati a casa sua in Mambre, senza sapere che erano gli angeli comandati. Questi angeli avevano come missione, informare al vecchio matrimonio che andavano ad essere benedetti con la miracolosa nascita di suo futuro figlio Isaac, origine del paese l'Israele.
Nell'immagine possiamo vedere come il patriarca Abramo cade di ginocchia, con le mani unite in discorso davanti a sapere l'incredibile notizia. Da noi, possiamo vedere che nell'angolo inferiore destra, è una cesta col cibo condiviso. E nell'angolo sinistro sta la zucca ed il bastone rotto. Gli angeli stanno uno davanti all' altro, dando la schiena e l'ultimo quasi nascosto. La luce soprannaturale illumina uno degli angeli, lasciando al protagonista nella quasi oscurità. Si usano colori caldi e gli azzurri, rossi e gialli tipici dell'autore
SAN ANTONIO DI PADOVA
Questa gran opera di Tiépolo ha dato per parlare in Bayeu e Goya. Si dipinse tra gli anni 1767-1769, ecceda tela con olio, misurando 225cm x 176cm. San Antonio cade sulle sue ginocchia dopo avere saputo il gran miracolodell'apparizione dal Bambino nelle sue mani. L'accompagnano due cherubini. Il santo ricevendolo nelle sue mani, vara il cesto ed i fiori e
rimangono nelle scale, in primo piano. La scena è molto eterogenea, dando la sensazione di fatica in questa. La prospettiva si taglia, essendo insufficiente le aperture della porta del fondo e finestra. Nell'immagine può vedersi anche che non esiste relazione tra il Santo ed il bambino, poiché il primo sta guardando ma non vede al bambino, sembra in completa estasi.
Possiamo osservare anche i sempre usati colori azzurri, rossi e gialli di Tiépolo, cocktail con un tono sepia, e l'illuminazione indovina mettendo a fuoco i due protagonisti, lasciando il resto della scena nella quasi oscurità.
IMMACOLATA CONCEZIONE
L'opera Immacolata Concezione, realizzata dal famoso artista italiano Giambattista Tiépolo, fu un incarico Reale per la Chiesa di San Pascual di Aranjuez. Realizzata nel 1769 si trova attualmente nel Museo del Prato, Madrid, e misura 281cm x 155cm, scritta con la tecnica di olio su tela.
In quest'opera la vergine María contempla quello che è sotto i suoi piedi con arroganza. Su di lei sta la corona di dodici stelle e su questa una colomba bianca che
rappresenta lo Spirito Santo. La vergine avvolta in un manto celeste, si alza con la tipica posizione dalle mani al lato contrario del viso, sulla sfera della terra ed una mezza luna, pestando contemporaneamente il serpente del Peccato Originale che porta nella sua bocca la mela della tentazione tra Adamo ed Eva. Poi nella metà inferiore del quadro possiamo vedere vari simboli religiosi. Queste sono la bacchetta di iris, soggetta per uno degli angeli e cherubini, la palma, la rosa, la fonte e lo specchio. La tonalità in sepia dà la sensazione di sopranaturalità.
rappresenta lo Spirito Santo. La vergine avvolta in un manto celeste, si alza con la tipica posizione dalle mani al lato contrario del viso, sulla sfera della terra ed una mezza luna, pestando contemporaneamente il serpente del Peccato Originale che porta nella sua bocca la mela della tentazione tra Adamo ed Eva. Poi nella metà inferiore del quadro possiamo vedere vari simboli religiosi. Queste sono la bacchetta di iris, soggetta per uno degli angeli e cherubini, la palma, la rosa, la fonte e lo specchio. La tonalità in sepia dà la sensazione di sopranaturalità.
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